Cronaca

Nell'inchiesta prende piede il filone legato alle chat con i transessuali

Delitto Rea - Lettere minatorie in carcere per Salvatore Parolisi


22 febbraio 2012 11:52

E’ ufficiale. Il caporalmaggiore partenopeo era solito intrattenersi virtualmente con soggetti transessuali. Nell’inchiesta sul massacro di Ripe di Civitella, continua a delinearsi l’immagine di un uomo, Salvatore Parolisi, sempre più lontana dalla figura di un buon marito e padre di famiglia. Secondo gli accertamenti svolti dai carabinieri del Ros sul computer dell’unico indagato, il militare chiacchierava in chat, dal suo pc, con alcuni viados e trascorreva diverse ore delle sue giornate a visionare materiale a contenuto pornografico. Salvatore avrebbe anche tentato di cancellare i video, ma i contenuti sono stati in parte recuperati dagli inquirenti nel corso delle indagini. Stando alle ultime indiscrezioni trapelate, lo scorso 20 aprile, giorno della scoperta del cadavere della moglie, Parolisi avrebbe chattato proprio con questi transessuali. L’accertamento tecnico operato dal Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri, entra ora di diritto tra i dieci faldoni di atti e perizie, disposti dalla Procura di Teramo. Il gip Giovanni Cirillo, nell'ordinanza di arresto bis, parlò di un "qualcosa di torbido e di inconfessabile”, ipotizzando nuovi moventi per il delitto. L’ultimo elemento emerso potrebbe essere quello decisivo. Le nuove rivelazioni potranno servire ai pm teramani Davide Rosati e Greta Aloisi per definire ulteriormente l’impianto accusatorio, nel quale potrebbe finire l’ipotesi che Melania, qualche settimana prima di essere uccisa, avesse scoperto le frequentazioni e i messaggi del marito minacciandolo di riferire tutto ai suoi superiori. Intanto, mentre si attende l’inizio del processo previsto per il prossimo 12 marzo, Salvatore Parolisi pare abbia ricevuto una lettera minatoria.
Un esponente della ndrangheta calabrese di Cosenza lo avrebbe infatti minacciato di morte e probabilmente lo avrebbe ucciso se solo fosse capitato nel suo carcere. La missiva è stata immediatamente posta sotto sequestro da parte della procura e diventerà, con molta probabilità, parte integrante dell’inchiesta.


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di Redazione, Fonte: Tvp Italia

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