Cronaca

I banditi avevano una pistola vera

Monte Urano/Rapina - Il proiettile ha centrato Rosa al cuore


7 aprile 2012 10:31

Un colpo frontale al petto - i frammenti metallici individuati vicino al cuore - esploso con un revolver Smith and Wesson; il decesso sopraggiunto nell'arco di pochi istanti. E' morta così, stando alle prime indiscrezioni sull'autopsia, Rosa Donzelli, uccisa il 4 aprile dall'orefice Francesco Cifola durante una rapina nella gioielleria di famiglia a Monte Urano (Fermo). Poco prima, la banda di cui la donna faceva parte (almeno altre due persone, tutt'ora ricercate), aveva pestato l'orefice con il calcio di una pistola, e l'aveva 'incaprettato'. Oggi si è appreso che l'arma dei malviventi era quasi certamente vera, non la scacciacani recuperata ieri in una scarpata: i filmati delle telecamere a circuito chiuso del negozio e i primi accertamenti del Ris confermerebbero questa ipotesi. Tre ore è durato l'esame autoptico sulla Donzelli, disposto dal pm Maria Carla Sacco, e condotto dal medico legale Alessia Romanelli. Cifola ha nominato come consulente il medico Claudio Cacaci. All'uscita dall'ospedale, entrambi i medici hanno preferito non rispondere alle domande dei giornalisti. Indagato per omicidio colposo, il gioielliere sostiene di aver fatto fuoco temendo che i banditi facessero del male al padre settantasettenne: "si è semplicemente difeso" ha ribadito stasera il difensore, l'avv. Demetrio Valentini. "Non si ammazza una persona così", replica invece il fratello della donna morta, Gaetano, arrivato da Napoli per il riconoscimento del cadavere. Rosa era disarmata, in mano non aveva niente...". "Rabbia e dolore" i sentimenti dell'uomo che tuttavia non accusa l'orefice, "perché lui è parte lesa", mentre intervistata in tv da Napoli la madre di Rosa ha spiegato in lacrime di non avere i soldi, "sette-ottomila euro" per riportare a casa la salma di quella che per lei resta la sua "brava ragazza". E a dramma si aggiunge dramma. Il figlio tredicenne della rapinatrice, da tempo affidato dal Tribunale dei minori di Napoli al padre, ha saputo della morte della mamma "da un amichetto, giocando in cortile". Lo ha raccontato l'avv. Michela Romagnoli, che seguiva Rosa per alcune pratiche nella sua 'nuova vita' marchigiana. Relazioni finite male, il matrimonio fallito con un macedone, il consumo di cocaina che le aveva fatto perdere vari lavori, un ex fidanzato spacciatore, vari guai con la giustizia che hanno trascinato Rosa fino all'appuntamento con la morte. Un mondo border line, lo stesso dove i carabinieri ora cercano gli altri componenti della banda: otto le perquisizioni mirate, condotte nelle Marche e in altre regioni. Sopralluoghi definiti "molto utili", così come elementi "importanti" sono emersi dai primi riscontri del Ris sulle impronte repertate nel luogo della rapina.


TAGS: autopsia su rosa donzelli , rapina gioielleria monturano , morta rapinatrice gioielleria fermo , furto gioielleria monturano
 
 

di Redazione, Fonte: Tvp Italia

Letta 614 volte
Commenti alla notizia
Non sono ancora presenti commenti. Vuoi essere il primo a scriverne uno ?
Per inserire un commento devi effettuare il login. Se non sei registrato, effettua prima la registrazione

Inserisci le credenziali di accesso

 
 

Non sei registrato? Clicca qui
Hai dimenticato la password ?